Dallo stalking al femminicidio, la violenza di chi vuole controllare la vita delle donne

Bologna, 24 agosto 2022

Dallo stalking al femminicidio, la violenza di chi vuole controllare la vita delle donne

Nella serata di ieri, martedì 23 agosto, a Bologna, Alessandra Matteuzzi è stata uccisa. Sembra che l’autore del femminicidio sia il suo ex compagno, Giovanni Padovani, già denunciato per stalking   proprio dalla donna. Alessandra è stata uccisa mentre rientrava a casa, da un uomo su cui pendeva, stando a quanto apprendiamo dai giornali, un divieto di avvicinamento. Come Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna esprimiamo il nostro dolore e la nostra rabbia per questa ennesima violenza, e la nostra vicinanza ai familiari, alle amiche e agli amici di Alessandra.

La valutazione del rischio e della pericolosità è una parte fondamentale del lavoro dei centri antiviolenza. Perciò, siamo consapevoli di quanto sia difficile valutare la pericolosità di una violenza come lo stalking, ma il femminicidio di Alessandra ci ricorda la necessità di non sottovalutare questa violenza, che denota la volontà di controllare la vita della vittima e il rifiuto della separazione.

Il femminicidio, lo abbiamo detto molte volte, è la conseguenza più estrema della violenza sulle donne, ed è espressione proprio della volontà di controllo sulla vita di una donna, al punto di volerne decretare la morte nel momento in cui questa vita sfugge al controllo dell’uomo violento.

Siamo di fronte ai limiti degli strumenti legali e istituzionali di cui disponiamo nel contrasto alla violenza di genere, a maggior ragione se non accompagnati da una profonda conoscenza del fenomeno: Alessandra è stata uccisa da un uomo che aveva denunciato, e a cui erano state applicate misure di sicurezza. Proprio perché la pericolosità di uno stalker è di difficile valutazione, e alla luce di casi come questo, è fondamentale porre sempre maggiore attenzione verso reati di questo tipo, a partire da un confronto con i Centri Antiviolenza e con le informazioni e i dati raccolti nel contrasto alla violenza sulle donne, così da sviluppare strumenti di tutela sempre più efficaci.

Sappiamo che una delle conseguenze dello stalking è il senso di impotenza e di perdita del controllo sulla propria vita, e immaginiamo l’impatto che una notizia come questa, e la sua visibilità mediatica, possa avere su tutte le donne che in questo momento stanno combattendo questo tipo di violenza. Per questo come Coordinamento dei Centri antiviolenza ci teniamo a ricordare che nessuna donna è da sola di fronte alla violenza, e che è sempre possibile per le donne che subiscono violenza o reati come lo stalking rivolgersi ai centri antiviolenza per trovare supporto.

Il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna e.t.s.

SOLIDARIETA’ A ROMPI IL SILENZIO

A seguito di alcuni articoli apparsi in questi giorni, Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia Romagna attesta alle compagne di “Rompi il Silenzio” la massima solidarietà e vicinanza.“Rompi Il Silenzio” è uno dei Centri storici di questo Coordinamento e si è sempre profuso, in auto alle donne che subiscono violenza, con sincera abnegazione e grande competenza. A loro va il nostro affettuoso abbraccio.

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna