Femminicidio a San Mauro Pascoli (FC)

15 gennaio 2023

FEMMINICIDIO A SAN MAURO PASCOLI 

Un’altra donna, Oriana, 70 anni, è stata uccisa in Romagna. La quarta in un anno. In comune con le altre donne uccise aveva soltanto una cosa: aver messo fine ad una relazione che non desiderava più. Nel futurista 2023 ci sono ancora uomini che, quando non sono più in grado di controllare le donne da vive, attuano la forma più estrema e definitiva di controllo dell’esistenza altrui: eliminarla, quell’esistenza.

E ancora ci succede di leggere resoconti che velatamente colpevolizzano la vittima. Della vittima, come spesso accade, si mette in piazza solo l’aspetto pruriginoso della vita privata. Oltre a un dolore che possiamo immaginare inenarrabile, il vedovo, i figli e i nipoti di Oriana dovranno convivere con le conseguenze di una narrazione tossica come questa, che ribalta la condanna sulla vittima anziché sul carnefice. Narrazione che, oltretutto, non centra il punto. Non si muore perché si decide di lasciare un uomo. Si muore perché viviamo ancora in un mondo, e in un Paese, in cui troppi giustificano ancora, anche se non più apertamente, la repressione della libertà femminile. La libertà è un valore costituzionale: ma per tante donne, e di queste 120 sono state uccise nel solo 2022, questo principio resta un’utopia. Non si muore perché si lascia un uomo, non si muore perché si esercita il libero arbitrio: si muore perché troppi ancora riconoscono il valore della vita di una donna solo per la gratificazione che fornisce, e solo fino a che la fornisce. Troppe donne sono libere solo finché la loro libertà va nella direzione desiderata dal partner.

La libertà non uccide, mai. Il maschilismo, sì.

Se si comprendesse quanto questa mentalità controllante e patriarcale sia diffusa, e quanto sia pericolosa, più donne chiederebbero aiuto tempestivamente e conteremmo meno vittime. Oriana a San Mauro e Martina a Roma avevano in comune l’esercizio della libertà di dire no. E non questo le ha uccise, ma la nostra incapacità di consentirglielo.

Rompi il silenzio APS Rimini

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