8 MARZO: LA LOTTA ALLA VIOLENZA DI GENERE NON È RIMANDABILE 

08/03/2021

LA LOTTA ALLA VIOLENZA DI GENERE NON È RIMANDABILE 

In occasione dell’8 marzo il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna diffonde i dati sugli accessi ai centri relativi al 2020

(Ricordiamo che i Centri antiviolenza rimangono sempre aperti e sono sempre raggiungibili – anche in zona rossa – senza obbligo di denuncia)

Anche quest’anno l’8 marzo sarà una giornata di lotta e un’occasione per ricordare Angela Romanin (a poco più di un mese dalla sua improvvisa scomparsa), che, componente attiva del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna (come consigliera prima e Presidente poi), ha portato avanti questa lotta per molti anni insieme a tutte noi. 

A più di un anno dall’inizio della pandemia, la lotta alla violenza sistemica che colpisce quotidianamente le donne non è rimandabile. I dati sugli accessi ai centri antiviolenza del Coordinamento confermano infatti la tendenza evidenziata già negli scorsi mesi, segnando un calo dei contatti. Allo stesso tempo, risulta sempre più evidente l’impatto della pandemia sulle disparità di genere e sulla violenza contro le donne. 

Da una parte la gestione della pandemia, limitando la libertà di movimento e costringendo molte donne e bambin* in casa con uomini già autori di violenza, rende più difficile l’accesso ai centri e ai percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Allo stesso tempo, come ha sottolineato anche Non Una Di Meno nell’appello allo sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo, il contesto pandemico ha intensificato la disuguaglianza di genere su cui si fonda la violenza. 

I dati relativi ai mancati rinnovi dei contratti a dicembre, con 99mila donne che hanno perso il lavoro su 101mila – lo hanno reso evidente: Sono moltissime le donne che in questi mesi hanno perso il lavoro o sono state costrette a licenziarsi per fare fronte al lavoro riproduttivo e di cura, aumentato dalla chiusura delle scuole e dallo smart-working. Allo stesso tempo, i dati relativi ai contagi sui posti di lavoro diffusi dall’Inail mostrano un altro effetto delle disparità di trattamento e della divisione di genere del mondo del lavoro: quasi il 70% delle persone che si sono contagiate sul lavoro sono donne. 

Come Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, sappiamo che l’indipendenza economica è fondamentale nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza ed autodeterminazione delle donne. Per questo è necessaria una risposta politica alla violenza che ne consideri la sistematicità e pervasività, e che risponda al bisogno di indipendenza economica per tutte le donne. 

Gli accessi ai Centri del Coordinamento nel 2020

Le donne che nel 2020 si sono rivolte ai 15 Centri che compongono il Coordinamento dei Centri antiviolenza della regione Emilia-Romagna, sono state complessivamente 4076. Di queste, il 92,9% – pari a 3785 donne – ha chiesto aiuto perché vittima di violenza, dell’1,9% non si è potuto verificare se aveva o meno subito violenza mentre il 5,2% lo ha fatto per ragioni diverse.  

Il confronto di questi dati con quelli del 2019* evidenzia una diminuzione dell’8,6% (-347 donne) delle donne accolte che sono state vittima di violenza. Questo dato è fortemente influenzato dagli effetti della chiusura generale della prima parte dell’anno dovuta all’emergenza sanitaria nazionale da COVID19, caratterizzata da un calo drastico delle richieste di aiuto del 50% circa. La diminuzione degli accessi quindi, è stata in buona parte recuperata nel corso dei mesi successivi al lockdown. (Qui l’approfondimento sull’impatto dell’emergenza sanitaria sulle richieste d’aiuto pubblicato dal Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna)

Nel corso del 2020, le donne che hanno preso contatto per la prima volta con i 15 Centri antiviolenza del Coordinamento regionale perché hanno subito violenza sono state 2895 (76,5%). Coloro che hanno continuato un percorso già iniziato sono state 890, pari al 23,5% di tutte le donne accolte vittime di violenza. 

Le donne nuove vittime di violenza provenienti da altri paesi nel 2020 sono state 950, pari al 34%, una presenza del tutto simile a quella rilevata negli anni precedenti. Le donne italiane sono state 1843 il 66%. 

Le donne con figli/e sono state 1843, pari al 70% una percentuale inferiore di 4 punti rispetto a quella rinvenuta l’anno precedente il 2019. Fra di esse, le donne con figli/e vittime di violenza sono state 930, pari al 50,5%.

Nel 2020 i/le figli/e delle donne nuove accolte sono stati 3021. Fra di essi il 51,6% ha subito violenza diretta o assistita.

Nel 2020 le donne nuove accolte che hanno subito violenze fisiche sono pari al 59,7% (1728 donne) coloro che hanno subito violenze psicologiche sono pari al 90,1% (2608 donne); coloro che hanno subito violenze economiche sono il 35,2% (1019 donne); coloro che sono state vittima di violenze sessuali sono il 15% (435 donne). Queste percentuali variano di poco – uno o due percentuali – rispetto all’anno precedente.   

Le donne ospitate nelle case rifugio e nelle altre strutture (emergenza, alloggi di transizione) gestite dai Centri del Coordinamento regionale nel corso del 2020 sono state 287, i figli/e ospitati 312, per un totale di 578 donne e figli/e e di 57469 notti di ospitalità. La permanenza media nelle strutture è stata di 99,4 notti per madre e figli/e.  

I dati del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna ci dicono, ancora una volta, che a più di un anno dall’inizio della pandemia, la lotta alla violenza di genere non è rimandabile ma al lavoro dei Centri (che sono sempre restati aperti e raggiungibili – anche in zona rossa) deve accompagnarsi una risposta politica che consideri la violenza di genere anche nel contesto pandemico. 

*I centri presenti all’interno del Coordinamento nel 2019 erano 14, e non 15 come nel 2020. Per questa ragione, tutti i dati di confronto sono riferiti ai 14 centri già presenti nel 2019. 

Referenti per la stampa:

Samuela Frigeri, Presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’E-R

Cell.: +39 3346152733

Giuditta Creazzo, Coordinatrice del Gruppo Osservatorio del Coordinamento

Cell.: +39 3661507525

Addio ad Angela Romanin, una vita di impegno femminista contro la violenza sulle donne

Bologna, 06/02/2021

ADDIO AD ANGELA ROMANIN, UNA VITA DI IMPEGNO FEMMINISTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna saluta Angela Romanin

È difficile trovare le parole per scrivere il dolore profondo dettato dalla perdita improvvisa di un’amica, una collega e una compagna. Ed è ancora più difficile scrivere questo comunicato, perché molto spesso era proprio Angela a trovare le parole, ad ascoltare le tante voci che compongono il Coordinamento regionale dei centri antiviolenza e a trovare una sintesi.

Come Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna ci stringiamo intorno alla famiglia di Angela e alle socie, operatrici e volontarie della Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna, che con lei hanno condiviso 27 anni di lavoro e di lotte. Angela Romanin non era semplicemente la Presidente del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna. Angela è stata per tutte noi un punto di riferimento, una voce autorevole ma sempre pronta all’ascolto, e una figura fondamentale dell’impegno femminista per combattere la violenza contro le donne a livello nazionale ed internazionale. 

Angela Romanin è stata una socia storica della Casa delle Donne, con cui ha lavorato dal 1993. È stata colei che ha formato una generazione di operatrici e di volontarie che operano ed hanno operato alla Casa delle Donne e in buona parte dei centri antiviolenza della regione. E’ stata portavoce con le istituzioni per il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna, di cui era l’attuale Presidente, per la Casa delle Donne di Bologna e all’interno della rete nazionale D.i.Re Donne in Rete contro la violenza. Ha sempre coniugato il lavoro nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza agli sforzi di ricerca e comunicazione, nella convinzione che la costruzione di un sapere femminista e delle donne fosse fondamentale per costruire il cambiamento sociale necessario a superare la violenza di genere.

Come hanno scritto le colleghe della Casa delle Donne di Bologna, “Ha dedicato tutta se stessa per fare della formazione un punto di eccellenza della Casa delle donne, nella convinzione che nel lavoro e nell’esperienza di ciascuna operatrice e volontaria fosse custodito un sapere inestimabile e degno di essere trasmesso. Per questo sosteneva che il ruolo della formazione dovesse avere una valenza unitaria e trasversale, oltre che politico-strategica, a cui coniugare l’esperienza unica e originale di ciascuna donna, femminista e operatrice”. 

È proprio per questo che pensiamo che le parole giuste per ricordarla siano quelle delle tante socie, attiviste e operatrici dei centri antiviolenza del Coordinamento regionale. Parole che nascono da esperienze individuali e da voci di singole donne, ma che si uniscono a creare un discorso comune. “Angela è stata per noi un’amica carissima, una donna eccezionale, una professionista preparata e tenace. Una valorosissima compagna e amica. Una donna di grande competenza e umanità, un punto di riferimento per tutte noi. È stata il faro illuminante. Ci ha formate, consigliate e accolte con competenza e pazienza. Angela non è una persona che si può scordare o sostituire facilmente. Mancheranno la sua formazione e il suo impegno. Mancherà la sua rigorosa intelligenza, ma anche la capacità di sorridere. Mancherà lei. Tutte noi abbiamo avuto modo di incontrare Angela nella nostra storia di militanza all’interno dei Centri, tante volte ci siamo confrontare con lei o abbiamo seguito le sue formazioni, abbiamo condiviso le battaglia a fianco e per le donne. Porteremo sempre con noi il suo ricordo ed il suo esempio. 

Vogliamo ricordare Angela e tutte le femministe che, come lei, negli anni hanno prodotto cambiamenti per le donne grazie anche alle battaglie dei centri antiviolenza.

Sulle strade che hanno intrecciato le nostre vite e la nostra sorellanza continueremo a sentirla con noi”.

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

• Casa delle donne per non subire violenza – Bologna 

• Sos Donna – Bologna

• Udi – Bologna

• Vivere Donna – Carpi

• SOS Donna Onlus – Faenza 

• Centro Donna Giustizia – Ferrara 

• Trama di Terre – Imola

• Demetra Donne in aiuto Onlus – Lugo 

• Casa delle donne contro la violenza – Modena 

• Centro Antiviolenza Onlus – Parma 

• La Città delle Donne – Piacenza 

• Linea Rosa Onlus – Ravenna 

• Nondasola – Reggio Emilia

• Rompi il silenzio Onlus – Rimini 

• PerLeDonne – Imola