2 LUGLIO: AD UCCIDERE LE DONNE NON SONO “DEMONI”. È IL PATRIARCATO

02/07/2021

AD UCCIDERE LE DONNE NON SONO “DEMONI”. È IL PATRIARCATO

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna sul femicidio di Chiara Gualzetti a Bologna

Chiara Gualzetti, 15 anni, è stata uccisa il 27 giugno a Monteveglio, Bologna. Ad ucciderla è stato un ragazzo di 16 anni con cui era in rapporti di amicizia.

Il Coordinamento dei Centri Antiviolenza, esprime dolore e vicinanza alla famiglia ed agli amici di Chiara.

Sentiamo, però, forte anche la rabbia.

Rabbia, perché si tratta dell’ennesimo femicidio in regione dall’inizio del 2021. La violenza che ha ucciso Chiara è la stessa che ha ucciso Emma Pezemo, Saman Habbas, Ilenia Fabbri, Rossella Placani e tante altre donne. Questo non significa che le loro storie siano le stesse. La violenza sulle donne e di genere, lo scriviamo spesso, è sistemica e trasversale. Ogni femicidio è diverso, così come ogni situazione di violenza è diversa, ma è fondamentale riconoscere la matrice comune di questa violenza, per cercare di uscirne.

Solo un mese fa, siamo intervenute nella narrazione del femicidio di Saman Habbas, per rimarcare la sistematicità della violenza e rifiutare il relativismo culturale che nega l’esistenza del patriarcato nella società occidentale. E’ eloquente il fatto che la violenza subita da Saman sia stata riconosciuta subito come patriarcale, mentre la narrazione mediatica del femicidio di Chiara ignori completamente la questione di genere, nel riferire di un ragazzo che ha ucciso una ragazza.

La questione di genere non può essere ignorata. La narrazione del femicidio di Chiara, alla quale assistiamo in questi giorni, evoca improbabili moventi di un gesto così scellerato: “avances indesiderate” ricevute dal reo confesso. Tanto ci addolora, perché è un’ulteriore violenza nei confronti di Chiara e di tutte le donne che subiscono violenza.

Viviamo in una società patriarcale, nella quale le molestie alle donne sono all’ordine del giorno. Una società che, solo un mese fa, ha visto decine di personaggi pubblici difendere il catcalling. Una società nella quale alle donne viene insegnato che le “avances” degli uomini sono dei complimenti a cui rispondere con un sorriso, ma quelle delle donne sono inappropriate e perfino, fonte di pericolo.

La fragilità emotiva, il malessere psicologico, il tasso alcolico dell’autore di violenza celano, nella narrazione quotidiana, una violenza strisciante, profondamente radicata, contro chi non è riconosciuto proprio pari: la donna.

Chiara è stata uccisa da un ragazzo di 16 anni. È stata uccisa da una violenza che è il prodotto di questa società patriarcale e che non può più essere sottovalutata.

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Referenti per la stampa:

Samula Frigeri Presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza

dell’Emilia Romagna Cell.: +39 3346152733

Addio ad Angela Romanin, una vita di impegno femminista contro la violenza sulle donne

Bologna, 06/02/2021

ADDIO AD ANGELA ROMANIN, UNA VITA DI IMPEGNO FEMMINISTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna saluta Angela Romanin

È difficile trovare le parole per scrivere il dolore profondo dettato dalla perdita improvvisa di un’amica, una collega e una compagna. Ed è ancora più difficile scrivere questo comunicato, perché molto spesso era proprio Angela a trovare le parole, ad ascoltare le tante voci che compongono il Coordinamento regionale dei centri antiviolenza e a trovare una sintesi.

Come Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna ci stringiamo intorno alla famiglia di Angela e alle socie, operatrici e volontarie della Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna, che con lei hanno condiviso 27 anni di lavoro e di lotte. Angela Romanin non era semplicemente la Presidente del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna. Angela è stata per tutte noi un punto di riferimento, una voce autorevole ma sempre pronta all’ascolto, e una figura fondamentale dell’impegno femminista per combattere la violenza contro le donne a livello nazionale ed internazionale. 

Angela Romanin è stata una socia storica della Casa delle Donne, con cui ha lavorato dal 1993. È stata colei che ha formato una generazione di operatrici e di volontarie che operano ed hanno operato alla Casa delle Donne e in buona parte dei centri antiviolenza della regione. E’ stata portavoce con le istituzioni per il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna, di cui era l’attuale Presidente, per la Casa delle Donne di Bologna e all’interno della rete nazionale D.i.Re Donne in Rete contro la violenza. Ha sempre coniugato il lavoro nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza agli sforzi di ricerca e comunicazione, nella convinzione che la costruzione di un sapere femminista e delle donne fosse fondamentale per costruire il cambiamento sociale necessario a superare la violenza di genere.

Come hanno scritto le colleghe della Casa delle Donne di Bologna, “Ha dedicato tutta se stessa per fare della formazione un punto di eccellenza della Casa delle donne, nella convinzione che nel lavoro e nell’esperienza di ciascuna operatrice e volontaria fosse custodito un sapere inestimabile e degno di essere trasmesso. Per questo sosteneva che il ruolo della formazione dovesse avere una valenza unitaria e trasversale, oltre che politico-strategica, a cui coniugare l’esperienza unica e originale di ciascuna donna, femminista e operatrice”. 

È proprio per questo che pensiamo che le parole giuste per ricordarla siano quelle delle tante socie, attiviste e operatrici dei centri antiviolenza del Coordinamento regionale. Parole che nascono da esperienze individuali e da voci di singole donne, ma che si uniscono a creare un discorso comune. “Angela è stata per noi un’amica carissima, una donna eccezionale, una professionista preparata e tenace. Una valorosissima compagna e amica. Una donna di grande competenza e umanità, un punto di riferimento per tutte noi. È stata il faro illuminante. Ci ha formate, consigliate e accolte con competenza e pazienza. Angela non è una persona che si può scordare o sostituire facilmente. Mancheranno la sua formazione e il suo impegno. Mancherà la sua rigorosa intelligenza, ma anche la capacità di sorridere. Mancherà lei. Tutte noi abbiamo avuto modo di incontrare Angela nella nostra storia di militanza all’interno dei Centri, tante volte ci siamo confrontare con lei o abbiamo seguito le sue formazioni, abbiamo condiviso le battaglia a fianco e per le donne. Porteremo sempre con noi il suo ricordo ed il suo esempio. 

Vogliamo ricordare Angela e tutte le femministe che, come lei, negli anni hanno prodotto cambiamenti per le donne grazie anche alle battaglie dei centri antiviolenza.

Sulle strade che hanno intrecciato le nostre vite e la nostra sorellanza continueremo a sentirla con noi”.

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

• Casa delle donne per non subire violenza – Bologna 

• Sos Donna – Bologna

• Udi – Bologna

• Vivere Donna – Carpi

• SOS Donna Onlus – Faenza 

• Centro Donna Giustizia – Ferrara 

• Trama di Terre – Imola

• Demetra Donne in aiuto Onlus – Lugo 

• Casa delle donne contro la violenza – Modena 

• Centro Antiviolenza Onlus – Parma 

• La Città delle Donne – Piacenza 

• Linea Rosa Onlus – Ravenna 

• Nondasola – Reggio Emilia

• Rompi il silenzio Onlus – Rimini 

• PerLeDonne – Imola