GUASTIAMO LA FESTA AL PATRIARCATO

12/05/2022

GUASTIAMO LA FESTA AL PATRIARCATO
Il Coordinamento dei Centri Antiviolenza sulle violenze di Rimini

150 tra molestie e violenze in un fine settimana. A Rimini, durante l’oceanica adunata degli Alpini. Una cifra enorme, se si pensa a quante non hanno segnalato perché non sapevano che si potesse farlo su una pagina dedicata, perché volevano dimenticare e basta; perché, come capita spesso in questi casi, provano vergogna come se fosse colpa loro. Il Centro Antiviolenza “Rompi il Silenzio ODV” e Non Una Di Meno Rimini hanno saputo dare voce a questa violenza, ha dato spazio a tante donne e ragazze per trovare una voce comune, un grido di protesta a cui ci uniamo in sorellanza e solidarietà.

Non era difficile prevedere questa violenza: in occasione della precedente adunata, a Trento, era accaduto più o meno lo stesso. La violenza che nel gruppo si ammanta di ‘goliardia’, le donne che scoprono improvvisamente ostili le loro strade. Donne pesantemente apostrofate che fingono un sorriso mentre si allontanano in fretta pregando di non essere seguite. Donne molestate fisicamente, donne spaventate. Ragazze che cercano rifugio nei portoni rimasti aperti.

E la mattina dopo, a raduno finito, è anche peggio. Difese d’ufficio dell’intero corpo degli Alpini che nessuna si è mai sognato di accusare in quanto tale, o della manifestazione stessa, che c’entra ancora meno. Non è stare in un gruppo, per quanto nutrito, che legittima la violenza di branco. Non è un’adunata che di per sé determina lo scatenarsi della bestialità.

Questa violenza è profondamente inscritta nella cultura quotidiana di tutte e di tutti. Il maschilismo patriarcale più bieco non è solo di quegli Alpini. È di quei cittadini che minimizzano e negano, protestando per la “brutta figura” che farebbe la città o, in alternativa, che farebbe il corpo degli Alpini. Come ci risuona, tutto questo, come ci attraversa. “I panni sporchi si lavano sempre in famiglia…svergognata che non sei altro. Come si permette la Tua libertà, come osa la Tua dignità rovinarci la festa”.

Conosciamo questa canzone. Ce l’hanno cantata fin troppe volte. Ma è ora di respingerla al mittente. Non c’è nulla che valga la libertà e la serenità di una sola donna, figuriamoci di 150. E i Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna sono qui, come sempre, a sostenere le donne. Guastafeste per altre guastafeste. Insieme.

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Referente per la stampa:

Roberta Calderisi

Rompi il Silenzio ODV – Rimini

Cell.  +39 348 927 8007

CONTRO LA GUERRA E IL SESSISMO: UN 8 MARZO DI LOTTA

07/03/2022

CONTRO LA GUERRA E IL SESSISMO: UN 8 MARZO DI LOTTA

In occasione dell’8 marzo il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna diffonde i dati sugli accessi ai centri relativi al 2021

Questo otto marzo non abbiamo voglia di festeggiare, la guerra in Ucraina ci addolora. La guerra è un danno per tutti, ma a pagarne il prezzo più alto sono sempre i civili e tra loro, le donne ed i bambini.

Oltre a ciò, la guerra azzera i percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere. Già nel 2020 Amnesty International segnalava un aumento significativo della violenza sulle donne, nelle zone dell’Ucraina maggiormente colpite dal conflitto con la Russia ed in particolare nei territori di Donetsk e Luhansk.

Sul fronte interno, siamo deluse dalle politiche di genere del PNRR. Non possiamo che condividere le parole di Linda Laura Sabbadini, Direttrice centrale di ISTAT, secondo la quale la parità di genere nel PNRR è un tema “residuale”, che non chiuderà il gap occupazionale e sociale tra uomini e donne, “rischiando così di trasformarsi nell’ennesima occasione persa lungo la strada della parità”. Con il lavoro, le donne acquistano autonomia e libertà. L’occupazione femminile è una debolezza strutturale dell’Italia. Nel 2018, le donne occupate nel nostro Paese erano il 50%, dopo anni di lentissima crescita. La pandemia ci ha fatto fare un balzo indietro di quasi due punti percentuali. Oggi, l’Italia è il penultimo Paese in Europa per occupazione femminile. Le politiche per le donne nel PNRR sono centrate sul sostegno alla famiglia, al di fuori della quale, la donna non è considerata.

L’empowerment femminile necessita, invece, di politiche economiche e sociali mirate alle donne in quanto tali, non solo come madri e mogli. Servono politiche di sostegno per le giovani, per le migranti e per le lavoratrici impegnate in settori a scarsa tutela, più penalizzate dalla pandemia degli uomini.

Serve incrementare le politiche di sostegno alle donne inserite in percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Questo è quanto ci confermano i dati relativi agli accessi delle donne ai centri del Coordinamento nel 2021. more “CONTRO LA GUERRA E IL SESSISMO: UN 8 MARZO DI LOTTA”