{"id":60,"date":"2015-10-12T17:20:41","date_gmt":"2015-10-12T15:20:41","guid":{"rendered":"https:\/\/centriantiviolenzaer.wordpress.com\/?page_id=60"},"modified":"2017-09-28T11:15:11","modified_gmt":"2017-09-28T09:15:11","slug":"gruppo-osservatorio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.centriantiviolenzaer.it\/index.php\/gruppi-di-lavoro\/gruppo-osservatorio\/","title":{"rendered":"Gruppo Osservatorio"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Gruppo Osservatorio nasce nel 1996, anno in cui per la prima volta, si presenta la possibilit\u00e0 di realizzare una rilevazione regionale, grazie all\u2019investimento progettuale della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna e alla collaborazione con la regione Emilia- Romagna. I centri antiviolenza gestiti da associazioni di donne, lavorano insieme con l\u2019obiettivo di costruire uno strumento comune di rilevazione e di realizzare una raccolta dati. L\u2019indagine ha specificit\u00e0 proprie: la scheda elaborata \u00e8 sia uno strumento di lavoro che di raccolta dati e viene compilata dalle operatrici d\u2019accoglienza, successivamente ai colloqui con le donne. I dati raccolti si riferiscono ad un universo specifico di donne che subiscono violenza: coloro che si sono rivolte ai centri per avere un aiuto e un sostegno. Alla prima progettazione, coordinata da Giuditta Creazzo e Anna Pramstrahler, con la supervisione di Carmine Ventimiglia e la collaborazione di Emanuela Pipitone, esperta di statistica del Comune di Bologna, partecipano le referenti di 14 associazioni. La collaborazione con la Regione viene siglata attraverso una convenzione, forma giuridica che d\u00e0 conto di due soggettivit\u00e0 che si incontrano, si riconoscono e stabiliscono fra loro un accordo: le associazioni che gestiscono i Centri antiviolenza e l\u2019ente pubblico. La titolarit\u00e0 dei dati raccolti \u00e8 infatti comune e la loro verifica, analisi ed elaborazione rimane responsabilit\u00e0 delle coordinatrici e del Gruppo Osservatorio, che svolgono il lavoro in piena autonomia. Da subito il progetto si \u00e8 avvalso quindi di persone con competenze specifiche nel campo della ricerca, cos\u00ec come di esperte<\/strong> <strong>nell\u2019attivit\u00e0 di accoglienza, referenti delle singole associazioni. Nel corso di un convegno pubblico, tenutosi a Bologna, vengono presentati i primi risultati della ricerca.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La rilevazione regionale viene ripetuta nel 2000 e nel 2005. Il numero delle associazioni coinvolte varia nel tempo e nella supervisione delle attivit\u00e0 di ricerca si avvicendano Carmine Ventimiglia (che ricordiamo con profonda stima e affetto) e Patrizia Romito. L\u2019impegno profuso da ricercatrici e referenti; lo standard metodologico perseguito con tenacia, pur nelle difficolt\u00e0 e contraddizioni che si aprono ad operare in un contesto dedicato all\u2019ospitalit\u00e0 e all\u2019accoglienza delle donne, hanno prodotto un patrimonio conoscitivo di valore, oggetto di due pubblicazioni. In occasione della raccolta dati successiva, svoltasi nel 2010, la scheda di rilevazione \u00e8 stata modificata in relazione alle nuove esigenze emerse dall\u2019attivit\u00e0 di<\/strong> <strong>accoglienza. Ma soprattutto, a partire da questa data, la rilevazione diventa continuativa e si avvale di una nuova maschera informatizzata che oltre a facilitare l\u2019inserimento offre possibilit\u00e0 di estrapolazione immediata dei dati raccolti. Nel corso degli ultimi anni il lavoro del Gruppo Osservatorio, coordinato da Giuditta Creazzo in collaborazione con Ana Maria Vega Alexandersson, Laura Saracino, Francesca Giovannini, si \u00e8 trasformato in una progettualit\u00e0 forte, in un percorso formativo e auto-formativo per tutte le partecipanti e per le associazioni di riferimento; in un tessuto di relazioni personali e politiche, preziose per la costituzione del futuro Coordinamento regionale; in una preziosa fonte conoscitiva sul fenomeno della violenza contro le donne e in un veicolo di valore per le associazioni, riconosciuto e riconoscibile esternamente. Negli ultimi anni, il Gruppo si \u00e8 costituito come gruppo di lavoro permanente, cos\u00ec da garantire la continuit\u00e0 e il controllo dell\u2019attivit\u00e0 di rilevazione e con l\u2019intento di sviluppare un approccio riflessivo e autoriflessivo all\u2019attivit\u00e0 di sostegno alle donne, capace di coglierne mutamenti e criticit\u00e0, vecchi problemi e nuove soluzioni, tanto nella situazione delle donne accolte e nelle loro attivazioni, quanto nel contesto; tanto nella metodologia di lavoro dei centri quanto nell\u2019intervento dei soggetti che compongono la rete di aiuto formale e informale. Un approccio che intende capitalizzare e al contempo andare oltre l\u2019esperienza quotidiana che si sviluppa in relazione all\u2019intervento di ciascuna operatrice con la singola donna, a partire dall\u2019utilizzo di un metodo e di uno strumento specifico, l\u2019attivit\u00e0 di raccolta dati. Si tratta di un investimento importante che sta al desiderio di continuare a produrre pensiero e sapere a partire dall\u2019esperienza, per quanto faticoso e a volte frustrante; che sta alla necessit\u00e0 percepita dalle associazioni di donne che sono protagoniste di questa esperienza \u2013 insieme a coloro che vengono ogni giorno accolte e ospitate nei Centri \u2013 di dare conto di ci\u00f2 che accade in questi luoghi e di ci\u00f2 che accade alle donne che ad essi si rivolgono. Il tema che si \u00e8 \u201cimposto\u201d all\u2019attenzione del Gruppo, nel corso del 2013, \u00e8 l\u2019impatto della crisi economica attuale sui percorsi di uscita dalla violenza delle donne accolte e sugli interventi delle reti di sostegno. Il peggioramento delle condizioni di vita e i cambiamenti intervenuti nel mercato del lavoro, che colpiscono tutti e tutte, producono infatti ripercussioni specifiche nelle situazioni di coloro che subiscono violenza, in particolare da partner ed ex partner, e nelle risposte che incontrano quando chiedono aiuto, tanto alla rete formale \u2013 istituzionale e associativa \u2013 quanto alla rete informale costituita dalle relazioni amicali, parentali e familiari. Questo tema \u00e8 stato oggetto di<\/strong> <strong>attivit\u00e0 di approfondimento e di un progetto di ricerca per il quale si stanno cercando finanziamenti.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli strumenti elaborati e il metodo di lavoro scelto rappresentano un patrimonio collettivo che il Gruppo Osservatorio del Coordinamento dei centri antiviolenza dell\u2019Emilia-Romagna \u00e8 disponibile e interessato a condividere con tutte coloro che vogliono impegnarsi in un\u2019attivit\u00e0 analoga di riflessione e rilevazione e sono interessate a conoscerne il percorso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Giuditta Creazzo, maggio 2014)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per informazioni<\/strong><br \/>\n<strong> Giuditta Creazzo giudicre@women.it<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Il gruppo Osservatorio si racconta:\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/centriantiviolenzaer.files.wordpress.com\/2015\/10\/il-gruppo-osservatorio-testo_30-04-2015.pdf\">leggi il documento<\/a><\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong>Le pubblicazioni del gruppo Osservatorio:\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/centriantiviolenzaer.files.wordpress.com\/2015\/10\/pubblicazioni.pdf\">leggi il documento<\/a><\/span><\/strong><\/li>\n<li><strong>I <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.centriantiviolenzaer.it\/index.php\/dati-e-pubblicazioni\/dati\/\">dati<\/a><\/span> sulle donne accolte dai centri antiviolenza dell&#8217;Emilia Romagna<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Gruppo Osservatorio nasce nel 1996, anno in cui per la prima volta, si presenta la possibilit\u00e0 di realizzare una rilevazione regionale, grazie all\u2019investimento progettuale della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna e alla collaborazione con la regione Emilia- Romagna. 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