LOTTIAMO PER IL DIRITTO ALL’ABORTO LIBERO, SICURO E GRATUITO

01/07/2022

LOTTIAMO PER IL DIRITTO ALL’ABORTO LIBERO, SICURO E GRATUITO

Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna sulla sentenza della Corte Suprema statunitense e l’abolizione del diritto all’aborto

Soffiano sul Mondo nuovi venti di restaurazione patriarcale. La recente sentenza della Corte Suprema statunitense ha decretato che l’aborto, negli Sati Uniti, non sia più un diritto inalienabile delle donne, ma vada rimesso alla legislazione dei singoli Stati federali, che potranno vietarlo, come, in parte, stanno già facendo. Solo pochi giorni fa, a Malta, una turista statunitense, ricoverata in ospedale per un aborto spontaneo, rischiava la vita, per il rifiuto dei medici d’intervenire. A Malta l’aborto è illegale. In Polonia, ove l’aborto è consentito solo in casi estremi, più di una donna è morta nelle medesime condizioni, sempre per il rifiuto dei sanitari di portare a compimento l’aborto spontaneo.

In Italia, ad oltre quarant’anni dall’entrata in vigore della Legge 194 del 1978, abortire è, ancora troppo spesso, un percorso ad ostacoli. Le campagne mediatiche dei movimenti pro-vita, colpevolizzano le donne, in merito a tale scelta. L’obiezione di coscienza del personale sanitario è pari a circa il 64% e ciò rende difficile l’accesso all’IVG. In alcune Regioni i medici non obiettori si contano sulle dita di una mano.

Il Coordinamento dei Centri antiviolenza è solidale con tutte le persone che in questi giorni sono scese in piazza, per rivendicare che l’aborto è espressione del diritto fondamentale di autodeterminazione.

Vietare l’aborto significa ridurre la donna ad un corpo, ad una fattrice, sicché, una volta gravida, debba giungere necessariamente al parto, senza possibilità di scelta. Una società giusta non può impone la maternità, ma deve garantirne libertà e consapevolezza. La procreazione forzata acuisce la diseguaglianza sociale, crea dolore e brutalità; quella degli aborti clandestini di chi non può permettersi di recarsi all’estero, per abortire in ospedale, quella dei neonati abbandonati in condizioni precarie o dei bambini che crescono in condizione di forte disagio, in famiglie che non li hanno desiderati.

Il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna e.t.s.

Referente per la stampa:

Cristina Magnani
Presidente del Coordinamento dei Centri antiviolenza
dell’Emilia‐Romagna
Tel.: 320 258 8272


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