8 MARZO: SCIOPERO CONTRO LA VIOLENZA

Giovedì 7 marzo 2019

8 MARZO: SCIOPERO CONTRO LA VIOLENZA

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna celebra la Giornata internazionale della donna diffondendo i dati relativi al 2018 e aderendo allo sciopero femminista globale

L’8 Marzo 2019 arriva nel mezzo di un periodo intenso: pochi giorni dopo che sono state rese note le motivazioni che hanno portato la Corte d’assise d’appello di Bologna a dimezzare la pena di Michele Castaldo, colpevole del femicidio di Olga Matei. “Una soverchiante tempesta emotiva e passionale”, questa l’attenuante riconosciuta all’uomo, una giustificazione e legittimazione della violenza sulle donne che purtroppo trova non pochi echi nei media.

Un periodo intenso anche sul versante della politica, che nel 2018 ha visto approdare in Parlamento il ddl Pillon, che promuove la famiglia patriarcale a famiglia modello e, se andasse in porto, peggiorerebbe la situazione delle donne che subiscono violenza.

Per contrastare l’oscurantismo di questo momento e celebrare la Giornata internazionale della donna come un giorno di lotta, il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna aderisce allo sciopero femminista globale indetto nella giornata dell’8 marzo dal movimento Non Una Di Meno. Uno sciopero che vuole rendere visibile la condizione di disparità in cui vivono oggi le donne in Italia e mettere sotto accusa le violenze che le donne subiscono, in famiglia e nei luoghi di lavoro.

Anche quest’anno, la riflessione parte dei dati relativi all’anno precedente.

Le donne in cerca di aiuto che si sono rivolte ai 14 centri che compongono il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna nel 2018 sono state complessivamente 4215. Fra queste, sono 3806 le donne che hanno subito violenza (90,3%), il restante 9,7% si è rivolto ai centri per altre ragioni (5,6%) o comunque si tratta di situazioni in cui non è stato possibile verificare la presenza di violenza (4,1%).

Nel corso del 2018, le donne che hanno preso contatto per la prima volta con i 14 centri antiviolenza del Coordinamento regionale perché hanno subito violenza sono state 3014. Le donne che hanno continuato un percorso iniziato in anni precedenti nel 2018 sono state 792.

Rispetto al 2017, le donne nuove accolte che hanno subito violenza sono aumentate di 162 unità, pari al 5%, nel 2017 erano state infatti 2852. Il dato disaggregato per centro evidenzia che l’aumento non si verifica in modo omogeneo, su tutto il territorio regionale. In alcuni centri come la Casa delle donne Bologna o il Centro Donna Giustizia di Ferrara, la percentuale si presenta maggiore rispetto alla media regionale, in altri inferiore.

Le donne provenienti da altri paesi nel 2018 sono state 993 pari al 34,1%, una presenza del tutto simile a quella rilevata negli anni precedenti. Le donne italiane sono state 1919, il 65,9%.

Nel 2018 le donne nuove accolte che subiscono violenza con figli/e sono state 2071, pari al 75%, in media esse hanno un 1,8 figli/e per donna. Fra i minori coloro che hanno subito violenza sono il 55,9%.

Nel 2018 le donne accolte che subiscono violenze fisiche sono pari al 63,3% (1909 donne); coloro che subiscono violenze psicologiche sono l’89,9% (2709 donne); coloro che subiscono violenze economiche sono il 36,5% (1100 donne); coloro che sono vittima di violenze sessuali sono il 13,5% (406 donne). Percentuali che variano di poco rispetto agli anni precedenti.

Le donne ospitate nelle case-rifugio e nelle altre strutture dei centri antiviolenza del Coordinamento regionale, nel corso del 2018 sono state 309, i figli/e minori ospitati 329, per un totale di 638 donne e minori ospitati e di un totale di 61.180 notti di ospitalità, di cui hanno usufruito. Rispetto al 2017, anche il numero delle donne e dei minori ospitati aumenta complessivamente di 84 unità pari al + 15%, un dato che riflette positivamente l’aumento delle strutture a disposizione dei centri antiviolenza, per rispondere ai bisogni portati dalle donne che subiscono violenza.

Dichiara Angela Romanin, Presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna: “I dati ci dicono che la violenza sulle donne in Emilia-Romagna si mantiene costante e che le donne che si ribellano alla violenza aumentano. Quest’anno aderiamo allo sciopero femminista globale per interrompere ogni attività lavorativa e ritrovarci tutte unite, nelle strade e nelle piazze, a opporci fermamente alla violenza maschile contro le donne e a tutti i tentativi, subdoli e meno subdoli, di rafforzarla e legittimarla”.

Di seguito le iniziative di adesione allo sciopero femminista globale organizzate nei territori dai centri del Coordinamento nella giornata dell’8 Marzo:

CENTRO

INIZIATIVE PER L’8 MARZO 2019

Casa delle donne per non subire violenza – Bologna

L’appuntamento è dalle 8:30 in Piazza Nettuno per un microfono aperto delle scioperanti, spazio bimbe/i e agitazione permanente. Alle 17:00, poi, ci sarà un concentramento in Piazza XX Settembre per il corteo serale che arriverà fino a Piazza Maggiore.

Alle 21:00 al Cinema Teatro Orione, Via Cimabue 14, si terrà il Concerto: A Change Is Gonna Come. Parole e musica per l’integrazione. I’m a Woman! Nato da una collaborazione tra il Lions Clubs di Crevalcore M. Malpighi e l’associazione Black in Bo sintetizza queste istanze in un elettrizzante concerto di pura black music con la band Groove City, la sensazionale “Soul Sister” Daria Biancardi e la partecipazione di Rick Hutton, voce narrante e conduzione. Introduzione letteraria di Edoardo Fassio, autore, giornalista, conduttore radiofonico. Incasso a favore della Casa delle donne. Biglietti su Vivaticket: https://www.vivaticket.it/ita/event/i-m-a-woman/127393

Udi – Bologna

Ore 10.00 Piazza Testoni San Pietro in Casale – Tradizionale mimosa UDI.

Ore 18:00 Casa dei Popoli Via Cimarosa 107 Casalecchio – Proiezione documentario “Paura non abbiamo”. Introduce Katia Graziosi, Presidente UDI Bologna, seguono chiacchiere e bollicine a cura della Conferenza Donne Democratiche. Cena a buff­et. Per prenotazioni cell. 3495483823

Ore 20:30 Sede Comunale, Piazza Eroi della Libertà 1, San Venanzio di Galliera –  Diritti delle donne: indietro non si torna incontro con Marta Tricarico avvocata Gruppo Giustizia UDI e la sindaca Teresa Vergnana.

Linea Rosa Onlus – Ravenna

Dalle ore 8:00 alle 12:00 – Russi – Piazza Farini – Distribuzione di mimosa da parte delle volontarie dell’associazione.

Ore 15:30 partenza dalla Casa delle Donne Via Maggiore 120 Ravenna – “Pedalata femminista antirazzista nei luoghi delle donne della città” in collaborazione con la Casa delle Donne di Ravenna.

Ore 16:30 – 19:30 – presso ESP– Distribuzione di mazzetti di mimosa offerti da Esp, da parte delle volontarie di Linea Rosa.

Trama di Terre – Imola

Appuntamento alle ore 14:00 presso il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre (via Aldrovandi 31) . Di lì si partirà in corteo alle 17:30 per un percorso lungo via Quaini, via Rivalta, via Mazzini, P.zza Gramsci, via XX Settembre, via Emilia, P.zza Caduti della Libertà con arrivo in Piazza Matteotti.

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Referente per la stampa:

Angela Romanin

Presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Cell. 340 1247013

11 MARZO: LE DONNE NON SI LASCIANO STRUMENTALIZZARE

Lunedì 11 marzo 2019

LE DONNE NON SI LASCIANO STRUMENTALIZZARE

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna contro la strumentalizzazione dell’8 Marzo ad opera delle militanti di Forza Nuova

Nella notte precedente all’8 Marzo, i centri antiviolenza di Bologna, Modena e Parma, insieme ad altri centri antiviolenza in Italia, sono stati bersaglio di una provocazione delle militanti dell’associazione Evita Perón, aderente a Forza Nuova.

Con l’affissione di alcune locandine si accusano, in particolare, i centri di interessarsi solo ad alcuni casi di violenza maschile, trascurando volontariamente, per questioni ideologiche, le donne vittime di violenza da parte di uomini stranieri.

Da quando sono nati, i centri antiviolenza hanno studiato, monitorato e analizzato il fenomeno della violenza sulle donne, ripetendo fino allo sfinimento che la violenza maschile sulle donne è un fenomeno endemico, trasversale a ogni livello culturale, sociale ed economico. Uomini di ogni età, classe sociale, provenienza geografica e appartenenza culturale agiscono violenza contro le donne perché la cultura patriarcale è radicata in contesti culturali e geografici molto lontani e diversi fra loro.

Le donne sono oggetto di discriminazione e soprusi in tutto il mondo e la violenza di genere è diffusa purtroppo dappertutto, assumendo connotati e forme diverse, ma che vedono ugualmente le donne il genere a essere sottomesso e subordinato. Quella fra i generi è una relazione di potere che si è evoluta in modo sbilanciato e che lentamente e faticosamente è stata individuata, decostruita e contrastata dalle donne che, in ogni parte del mondo, hanno cominciato a lottare per i loro diritti.

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna rimanda quindi al mittente le accuse ricevute dal movimento Forza Nuova e rivendica con orgoglio il suo lavoro prezioso che, ormai da decenni, aiuta concretamente TUTTE le donne che subiscono violenza, indipendentemente dalla loro provenienza culturale o da quella dell’uomo autore di violenza.

I dati raccolti e diffusi dal Coordinamento in occasione dell’8 Marzo parlano chiaro: le donne provenienti da altri paesi che nel 2018 si sono rivolte ai centri antiviolenza aderenti al Coordinamento sono pari al 34,1%, le donne italiane sono invece il 65,9%. Numeri che parlano da soli: in Italia la violenza sulle donne non è un problema di sicurezza legato ai flussi migratori. La maggior parte delle donne che subisce violenza non muore “per mano dell’immigrazione” ma per mano della violenza maschile agita in relazioni intime e familiari. Partner ed ex partner che non riconoscono alle donne il diritto di troncare una relazione, di vivere la relazione in maniera paritaria, di autodeterminarsi, di vivere, semplicemente.

Dichiara Angela Romanin, Presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna: “L’attacco provocatorio delle militanti di Forza Nuova è un fatto grave che conferma quanto forti sono oggi, nella politica, le spinte reazionarie che vogliono silenziare e ostacolare il movimento delle donne. Lo sciopero e le manifestazioni che si sono tenuti in tutta Italia in occasione dell’8 Marzo ci dicono però che sempre più donne e uomini chiedono una società più paritaria e ci incoraggiano a proseguire il nostro lavoro di contrasto alla violenza sulle donne”.

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Referente per la stampa:

Angela Romanin

Presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna

cell. 340 1247013