Gruppo Osservatorio

Il Gruppo Osservatorio nasce nel 1996, anno in cui per la prima volta, si presenta la possibilità di realizzare una rilevazione regionale, grazie all’investimento progettuale della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna e alla collaborazione con la regione Emilia- Romagna. I centri antiviolenza gestiti da associazioni di donne, lavorano insieme con l’obiettivo di costruire uno strumento comune di rilevazione e di realizzare una raccolta dati. L’indagine ha specificità proprie: la scheda elaborata è sia uno strumento di lavoro che di raccolta dati e viene compilata dalle operatrici d’accoglienza, successivamente ai colloqui con le donne. I dati raccolti si riferiscono ad un universo specifico di donne che subiscono violenza: coloro che si sono rivolte ai centri per avere un aiuto e un sostegno. Alla prima progettazione, coordinata da Giuditta Creazzo e Anna Pramstrahler, con la supervisione di Carmine Ventimiglia e la collaborazione di Emanuela Pipitone, esperta di statistica del Comune di Bologna, partecipano le referenti di 14 associazioni. La collaborazione con la Regione viene siglata attraverso una convenzione, forma giuridica che dà conto di due soggettività che si incontrano, si riconoscono e stabiliscono fra loro un accordo: le associazioni che gestiscono i Centri antiviolenza e l’ente pubblico. La titolarità dei dati raccolti è infatti comune e la loro verifica, analisi ed elaborazione rimane responsabilità delle coordinatrici e del Gruppo Osservatorio, che svolgono il lavoro in piena autonomia. Da subito il progetto si è avvalso quindi di persone con competenze specifiche nel campo della ricerca, così come di esperte nell’attività di accoglienza, referenti delle singole associazioni. Nel corso di un convegno pubblico, tenutosi a Bologna, vengono presentati i primi risultati della ricerca.

La rilevazione regionale viene ripetuta nel 2000 e nel 2005. Il numero delle associazioni coinvolte varia nel tempo e nella supervisione delle attività di ricerca si avvicendano Carmine Ventimiglia (che ricordiamo con profonda stima e affetto) e Patrizia Romito. L’impegno profuso da ricercatrici e referenti; lo standard metodologico perseguito con tenacia, pur nelle difficoltà e contraddizioni che si aprono ad operare in un contesto dedicato all’ospitalità e all’accoglienza delle donne, hanno prodotto un patrimonio conoscitivo di valore, oggetto di due pubblicazioni. In occasione della raccolta dati successiva, svoltasi nel 2010, la scheda di rilevazione è stata modificata in relazione alle nuove esigenze emerse dall’attività di accoglienza. Ma soprattutto, a partire da questa data, la rilevazione diventa continuativa e si avvale di una nuova maschera informatizzata che oltre a facilitare l’inserimento offre possibilità di estrapolazione immediata dei dati raccolti. Nel corso degli ultimi anni il lavoro del Gruppo Osservatorio, coordinato da Giuditta Creazzo in collaborazione con Ana Maria Vega Alexandersson, Laura Saracino, Francesca Giovannini, si è trasformato in una progettualità forte, in un percorso formativo e auto-formativo per tutte le partecipanti e per le associazioni di riferimento; in un tessuto di relazioni personali e politiche, preziose per la costituzione del futuro Coordinamento regionale; in una preziosa fonte conoscitiva sul fenomeno della violenza contro le donne e in un veicolo di valore per le associazioni, riconosciuto e riconoscibile esternamente. Negli ultimi anni, il Gruppo si è costituito come gruppo di lavoro permanente, così da garantire la continuità e il controllo dell’attività di rilevazione e con l’intento di sviluppare un approccio riflessivo e autoriflessivo all’attività di sostegno alle donne, capace di coglierne mutamenti e criticità, vecchi problemi e nuove soluzioni, tanto nella situazione delle donne accolte e nelle loro attivazioni, quanto nel contesto; tanto nella metodologia di lavoro dei centri quanto nell’intervento dei soggetti che compongono la rete di aiuto formale e informale. Un approccio che intende capitalizzare e al contempo andare oltre l’esperienza quotidiana che si sviluppa in relazione all’intervento di ciascuna operatrice con la singola donna, a partire dall’utilizzo di un metodo e di uno strumento specifico, l’attività di raccolta dati. Si tratta di un investimento importante che sta al desiderio di continuare a produrre pensiero e sapere a partire dall’esperienza, per quanto faticoso e a volte frustrante; che sta alla necessità percepita dalle associazioni di donne che sono protagoniste di questa esperienza – insieme a coloro che vengono ogni giorno accolte e ospitate nei Centri – di dare conto di ciò che accade in questi luoghi e di ciò che accade alle donne che ad essi si rivolgono. Il tema che si è “imposto” all’attenzione del Gruppo, nel corso del 2013, è l’impatto della crisi economica attuale sui percorsi di uscita dalla violenza delle donne accolte e sugli interventi delle reti di sostegno. Il peggioramento delle condizioni di vita e i cambiamenti intervenuti nel mercato del lavoro, che colpiscono tutti e tutte, producono infatti ripercussioni specifiche nelle situazioni di coloro che subiscono violenza, in particolare da partner ed ex partner, e nelle risposte che incontrano quando chiedono aiuto, tanto alla rete formale – istituzionale e associativa – quanto alla rete informale costituita dalle relazioni amicali, parentali e familiari. Questo tema è stato oggetto di attività di approfondimento e di un progetto di ricerca per il quale si stanno cercando finanziamenti.

Gli strumenti elaborati e il metodo di lavoro scelto rappresentano un patrimonio collettivo che il Gruppo Osservatorio del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna è disponibile e interessato a condividere con tutte coloro che vogliono impegnarsi in un’attività analoga di riflessione e rilevazione e sono interessate a conoscerne il percorso.

(Giuditta Creazzo, maggio 2014)

Per informazioni
Giuditta Creazzo giudicre@women.it

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  • I dati sulle donne accolte dai centri antiviolenza dell’Emilia Romagna

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