3 LUGLIO: LA PANDEMIA FERMA IL MONDO, MA NON LA VIOLENZA

Bologna, 3 luglio 2020

 La pandemia ferma il mondo, ma non la violenza.

 Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna analizza i dati delle donne accolte nel trimestre marzo-maggio 2020 dai 14 centri aderenti, e l’impatto del lockdown sulla richiesta di aiuto delle donne vittime di violenza di genere  

Durante l’emergenza sanitaria la casa ha rappresentato il principale luogo di isolamento, e spesso è stata rappresentata come un rifugio sicuro. Ma la violenza di genere molto spesso ha le chiavi di casa. Per molte donne, bambine e bambini i mesi di chiusura imposti dall’emergenza sanitaria COVID-19 hanno significato una lunga reclusione con mariti, compagni o padri che già avevano avuto dei comportamenti violenti.

Una pandemia non basta a fermare la violenza e i centri antiviolenza non hanno mai smesso di lavorare, nel tentativo di offrire una via di fuga a tutte le donne costrette ad affrontare il peso di questa doppia emergenza. Le sedi sono rimaste aperte, fatti salvi i tempi necessari all’adeguamento alla normativa, e i telefoni, dopo un primo rallentamento iniziale, hanno ripreso a squillare. 

I dati relativi agli accessi ai 14 centri aderenti al Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna nel trimestre marzo-maggio, tuttavia mostrano una diminuzione consistente nelle richieste d’aiuto rispetto allo stesso trimestre nel 2019. Una diminuzione che evidentemente non riflette un calo della violenza stessa, ma piuttosto una maggiore difficoltà di accesso ad aiuto esterno durante il periodo pandemico.  

Il calo degli accessi non ha riguardato infatti unicamente i nuovi accessi ma – seppure in misura minore – anche quelli di donne in percorso già dagli anni precedenti. Questo calo non è distribuito uniformemente sul periodo relativo al lockdown: una crescita importante delle richieste di aiuto si è verificata infatti nel periodo aprile-maggio 2020. 

Le donne che si sono rivolte per la prima volta ai Centri del Coordinamento nel trimestre marzo-maggio 2020 sono state complessivamente 585, ovvero il 27% in meno rispetto allo stesso periodo nel 2019, quando erano state 806. Il dato complessivo risente del drastico calo che ha interessato il mese di marzo, quando le richieste erano scese del 53% rispetto a marzo 2019. Ad aprile e maggio il flusso è aumentato consistentemente, seppur senza colmare il divario con l’anno precedente.  

Nel mese di aprile i nuovi accessi – ovvero quelli di donne che non si erano mai rivolte a un Centro o che lo avevano fatto a distanza di molti anni – sono stati 206, il 13% in meno rispetto ad aprile 2019. A maggio, infine, i nuovi accessi sono stati 244, continuando ad aumentare in termini nominali ma segnando un nuovo decremento in relazione al 2019 (-19%).  

La presenza delle donne già seguite dai Centri antiviolenza è rimasta più stabile per tutto il periodo considerato, segnando un calo del 14% nel 2020 rispetto al trimestre marzo-maggio 2019. Considerando entrambi i gruppi di donne, cioè tutte le donne accolte (nuove e già seguite), la diminuzione degli accessi nel periodo marzo-maggio 2020 rispetto allo stesso periodo nel 2019 è stata del 20%.  

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Referente per la stampa:

Angela Romanin

Presidente del Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna  

cell. 3401247013


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *