ADESIONE DEL COORDINAMENTO DEI CENTRI ANTIVIOLENZA DELL’EMILIA-ROMAGNA ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE INDETTA DA NUDM PER IL 23 NOVEMBRE A ROMA

ADESIONE DEL COORDINAMENTO DEI CENTRI ANTIVIOLENZA DELL’EMILIA-ROMAGNA ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE INDETTA DA NUDM PER IL 23 NOVEMBRE A ROMA

Come Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna sosteniamo e aderiamo alla manifestazione nazionale indetta da Non Una Di Meno per il prossimo 23 novembre a Roma.

Crediamo che il miglior modo per vivere la ricorrenza del 25 Novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sia infatti quello di scendere in piazza e manifestare per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere a gran voce misure e interventi concreti per prevenire e contrastare la violenza maschile.

Al momento attuale c’è moltissimo per cui combattere e protestare: misure istituzionali e politiche recenti come il “Codice Rosso” possono rivelarsi rischiose per le donne; il ddl Pillon è stato, al momento, congelato, ma la PAS continua a essere usata con finalità ritorsive nei confronti delle donne; le politiche di contrasto alla violenza sulle donne, a livello nazionale, si sono arenate. Il Piano Nazionale contro la violenza maschile sulle donne è in una fase di totale stallo, i centri antiviolenza continuano a lavorare senza fondi adeguati e molti si vedono minacciati e sono costretti a chiudere. Relativamente ai finanziamenti pubblici erogati ai centri antiviolenza, illuminante è il recente report Istat, da cui emerge che per il sostegno e l’accoglienza che ogni giorno riceve una vittima di violenza, lo Stato paga meno di un euro, 76 centesimi. Nel frattempo, i numeri del femminicidio in Italia continuano a mantenersi costanti: le donne continuano a subire violenza dai propri partner ed ex partner, a essere aggredite, a essere uccise. Infine, è fondamentale continuare la protesta per l’abolizione dei due decreti sicurezza varati dal precedente Governo e convertiti in legge nel mese di dicembre 2018 e nello scorso agosto. Le due leggi volute da Salvini hanno gravissime implicazioni sul piano dei diritti umani e, in particolare, penalizzano le donne migranti e, fra loro, le donne vittime di violenza.

Non dimentichiamo, inoltre, che per contrastare efficacemente la violenza maschile contro le donne è necessario un profondo lavoro culturale che deve coinvolgere l’intera società: vanno sradicati gli stereotipi e le rappresentazioni che alimentano una visione asimmetrica fra i generi e legittimano, romanticizzandola, la violenza; vanno eliminati gli ostacoli e le discriminazioni che, ancora oggi, impediscono la realizzazione delle donne nel mondo del lavoro; non da ultimo, è necessario ribaltare gli attuali modelli di virilità e costruire nuove maschilità per dare modo agli uomini di confrontarsi con le loro emozioni, fin da piccoli. Sono tutti passi necessari affinché le relazioni fra uomini e donne siano improntate al rispetto, e non al controllo e all’abuso. Affinché venga rispettata l’autodeterminazione delle donne e tutti, donne e uomini, possano esprimere pienamente il proprio essere più liberi dai vincoli degli stereotipi di genere. Perché della parità di genere beneficiamo tutte e tutti.

Per questo, il 23 novembre saremo a Roma e scenderemo in strada a ricordare che la strada è lunga, ma noi non demordiamo!

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna


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