13 APRILE: UOMINI CHE (NON) CURANO LE DONNE

Sabato 13 aprile 2019

UOMINI CHE (NON) CURANO LE DONNE

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna denuncia gli episodi di violenza ai danni delle donne anziane

Venerdì scorso, a Zola Predosa, nel Bolognese, Giancarlo Bedocchi, 84 anni, ha ucciso a bastonate la moglie Elena Caprio, 83 anni, e poi si è tolto la vita impiccandosi. Lei era affetta da demenza senile e lui non riusciva più ad assisterla. È il terzo caso analogo nel giro di pochi mesi dopo quello di via Montefiorino in novembre poi in zona Saffi a gennaio, sempre a Bologna.

I giornali le chiamano “tragedie della solitudine”, li etichettano come “omicidi-suicidi”, parlano di persone anziane che uccidono “coniugi malati” ma da queste analisi manca un elemento cruciale: la dimensione di genere. Nella maggior parte dei casi, il “coniuge malato” è una donna e quello che uccide un uomo. Chiediamoci quindi perché sono così tanti gli uomini che non riescono a reggere il peso del lavoro di cura, al punto di arrivare a uccidere le loro compagne. Se non si verifica il contrario è perché le donne, a cui da secoli la cultura patriarcale ha assegnato il ruolo di cura e tutto il lavoro che ne consegue, assistono i loro figli, coniugi, familiari fino alla fine. Non perché sono “naturalmente predisposte” a questo ruolo, o più buone, ma semplicemente perché sono abituate ed educate, fin da piccole, ad accudire e prendersi cura dell’altro.

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna rifiuta le analisi semplicistiche che etichettano questi episodi di violenza in modo neutro come “omicidi-suicidi” e sottolinea l’importanza di leggerli invece in un’ottica di genere.

Le donne anziane sono vittime di un particolare tipo di femicidio che ha le sue radici in quel sostrato culturale che alimenta le azioni e le convinzioni di tutti, uomini e donne. Fino a quando gli stereotipi e l’asimmetria di genere che ancora regolamentano la nostra società non saranno analizzati e smontati, continueremo ad assistere a queste morti violente, che tanto ci dicono sul modo in cui è ancora strutturata la società italiana, se osservate con le lenti del genere.

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Referente per la stampa:

Angela Romanin

Presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Cell. 340 1247013