23 novembre 2017: UN’ALTRA DONNA UCCISA DALLA VIOLENZA MASCHILE IN EMILIA-ROMAGNA

UN’ALTRA DONNA UCCISA DALLA VIOLENZA MASCHILE IN EMILIA-ROMAGNA 

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna sull’ultimo femicidio

A pochi giorni dal 25 Novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un altro caso di femicidio in Emilia-Romagna. Succede ad Armarolo di Budrio, in provincia di Bologna, dove Anna Lisa Cacciari, 65 anni, è stata uccisa dal marito Athos Vitali, 69 anni, che ha confessato.

L’uomo avrebbe spiegato che “le discussioni nella coppia non erano frequenti”. Così alcuni giornali raccontano il femicidio, parlando di “impeto di rabbia” e “scatto d’ira”. Nonostante la maggiore attenzione che oggi viene dedicata al fenomeno della violenza sulle donne, capita ancora troppo spesso di leggere queste narrazioni fuorvianti del femicidio, giustificatorie nei confronti degli uomini che agiscono violenza e lontane dal rappresentare le dinamiche reali che vi sono alla base. Ancora più gravi le affermazioni del sindaco di Budrio, Maurizio Mazzanti, che ha dichiarato: “pur essendo una disgrazia, almeno è un delitto circoscritto, non un atto di delinquenza come pareva in un primo tempo”. La violenza maschile sulle donne è un fenomeno che non può essere definito “circoscritto”, vista la pervasività e l’alto numero di donne uccise ogni anno. E non uccidono l’ira e la rabbia di un fugace momento di perdita del controllo; il femicidio è invece l’apice di una violenza spesso lunga anni e ha alla radice una relazione di potere e abuso degli uomini sulle donne.

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna denuncia l’assenza, nel nostro paese, di un Osservatorio nazionale sul femicidio e di un lavoro politico mirato ad affrontare efficacemente il fenomeno. Stando ai dati raccolti dal Gruppo femicidio della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, nel 2016 in Italia sono state 121 le donne uccise dai loro partner o ex partner; 12 le donne uccise dalla violenza maschile in Emilia-Romagna.

Il prossimo 25 novembre le donne scenderanno in piazza a Roma per dire no alla violenza, alle narrazioni dei media che la legittimano, ai soprusi e alle molestie, alla cultura maschilista che costituisce il sostrato su cui la violenza si fonda e di cui si alimenta. Perché la riflessione sui femicidi non diventi un drammatico conteggio e una lista di nomi di donne a cui è stata negata per sempre la possibilità di parlare, è necessaria la presa di parola di tutte e tutti. Lo “scatto d’ira” è imprevedibile, la violenza maschile si può prevenire e contrastare.

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Referente per la stampa: 

Angela Romanin

Casa delle donne per non subire violenza Onlus

cell. 340 1247013


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